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Il nemico ideale

Il nemico ideale

Ci sono strumenti che può essere pericoloso maneggiare. Uno dei vecchi arnesi della propaganda consiste nel trovare il nemico esterno, su cui scaricare tutte le colpe. I due vice presidenti del governo italiano l’hanno trovato nella Commissione europea. Magari raccontando qualche frottola su quali sono le sue funzioni. Il guaio, serio, è che, a questo punto, la Commissione ha trovato nel governo italiano il suo nemico ideale, per affermare la propria funzione. E così andando finisce male.

L’assunto di partenza è un falso: sono anni che seguiamo le ricette rigoriste europee e guardate dove ci troviamo. Purtroppo sono anni, lustri, che facciamo l’esatto contrario. Da questo punto di vista il governo del cambiamento è il governo della totale continuità. Con il centro destra che strologava di doppia moneta e fuga dai vincoli. Con il governo Renzi che s’esercitava nel battere i pugni e reclamare elasticità. In quanto al rigore, anche qui è l’opposto: le politiche monetarie sono state espansive e grazie alla Bce abbiamo risparmiato una montagna di quattrini in costo del debito pubblico. La discontinuità è nei toni, nell’avere immaginato il nemico ideale per raccontare agli italiani che saremmo ricchi e felici se solo fossimo padroni di distribuire la ricchezza che non abbiamo e non produciamo, infischiandocene del debito che comunque, dentro o fuori, sopra o sotto, esiste e pesa.

S’è impostata una legge di bilancio di cui non sappiamo ancora nulla di preciso: né sul fronte pensionistico né sul reddito di cittadinanza, nel mentre il condono fiscale (ricordate Savona? va fatto in grande!) è stato prima affermato e s’è poi vaporizzato. Sappiamo, però, che quell’impostazione è suicida, perché aumenta la spesa corrente, aumenta il deficit e non fa crescere la ricchezza prodotta. Ma la propaganda non si è fermata: il nemico è la Commissione.

La quale ha come compito la sorveglianza nel rispetto dei trattati. E che noi li si stia violando non è una loro deduzione, ma una affermazione contenuta nella lettera del governo italiano. Siccome siamo completamente isolati, rendendosi conto della follia, la Commissione ha provato a mediare: il problema non è solo il deficit alto, ma la totale irrealtà della previsione di crescita, dal che discende che tutti gli altri saldi sono farlocchi. Invece di collaborare e correggere s’è assunto il tono della fermezza: “se avanzo seguitemi se indietreggio uccidetemi”. Meglio ricordarsi che finì con la seconda opzione.

Esauriti gli spazi di mediazione, sfidata dall’affermazione del governo e quotidianamente insultata a fini di propaganda, la Commissione ha scoperto che anche il governo italiano è il nemico ideale: abbiamo torto, i conti non tornano, la crescita prevista è irreale. Tutti gli altri europei non intendono assecondarci e, questo è il punto fondamentale, entro il 2020 dovrebbe essere completato il fondo interbancario europeo, ovvero la riserva di quattrini che mette in sicurezza i cittadini depositanti da eventuali fallimenti. Siccome noi abbiamo contribuito a salvare banche altrui (soprattutto tedesche e francesi) avremmo tutto il diritto di non consentire alcuna deroga a quei versamenti. E la Commissione dovrebbe stare dalla nostra parte. Per forza. Ma la nostra condotta libera tutti: quel fondo serve a non trasferire il rischio bancario sul rischio per i conti pubblici, peccato che noi, riempiendo le banche di titoli del debito abbiamo trasformato il rischio sovrano in rischio bancario. E siccome affermiamo apertamente che non intendiamo rispettare le regole, gli altri guardano e dicono: padroni in casa vostra, ma non con i nostri soldi.

Una situazione pericolosissima, che chiunque abbia un minimo d’assennatezza dovrebbe rifuggire. Sono a rischio i soldi degli italiani, sia come contribuenti che come risparmiatori. Già, ma vuoi mettere la libidine di andare a prendere voti agitando il nemico esterno? Occhio, perché gli altri faranno lo stesso. A nostro danno.

DG, Formiche 24 novembre 2018

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