Politica

L’orto dei miracolati

La scelta di portare il deficit al 2.4% è irresponsabile. Non produrrà sviluppo, si colloca nel solco assistenzialclientelare della peggiore tradizione, non innova nulla, crea debito per generare spesa corrente improduttiva. Gli italiani pagheranno questa dissennatezza. Non solo in soldi, aumentando il costo del nostro già enorme debito, ma anche vedendosi trascinati sul terreno dello scontro non con le autorità dell’Unione, ma con la ragionevolezza e la consapevolezza.

Questa pessima cosa ha dei genitori. Ma non sono Di Maio e Salvini. Loro sono i figli disgraziati. I genitori sono Berlusconi e Renzi. Il primo, quando ha governato, s’è tenuto coerente con i vincoli di mercato, anche se incapace di cambiare la qualità della spesa pubblica italiana, ma quando s’è trattato di far propaganda non ha esitato a descrivere in modo irrealistico la fine del suo ultimo governo, nel 2011, come non ha esitato, nel corso dell’ultima campagna elettorale a farsi alfiere di una incosciente duplicazione della moneta. Il secondo ha urlato ai quattro venti che l’Italia non cresceva a causa dei vincoli europei e ha esplicitamente proposto di fare ripetuti deficit al 2.9%, in questo modo pensando di cavalcare il desiderio di crescita senza fare veramente i conti con quello che ci inchioda: i vincoli interni, le arretratezze, la pubblica amministrazione analogica, la giustizia che non funziona e così via lamentando. Entrambe hanno pensato che si potesse curare l’elefantiasi burocratica facendo altre assunzioni e che si potesse rimediare a un debito soffocante facendo altri debiti. Entrambe hanno pensato all’economia come regno dei consumi e non come campo della produzione.

Il governo attuale non segna alcuna rottura con queste impostazioni, di cui è degno continuatore. La discontinuità consiste nell’essersi messi loro al posto degli altri e nell’abbracciare quelle politiche senza più alcun pudore. I primi raccontarono politiche da orto dei miracoli, i secondi sono divenuti ortolani miracolati. Taluno lamenta che l’opposizione sia afona, ma che volete che dica, se quelli cui si oppongono fanno quello che loro dissero? Sì, lo dissero sapendo che era falso, ma questo raddoppia la loro colpa, non la dimezza.

E ora? E ora si sprecherà altro tempo e altro denaro. L’Italia è un Paese forte, ma occhio a non abusare della convinzione che sia in grado di reggere e pagare tutto.

Davide Giacalone, 28 settembre 2018

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