Un pezzo della maggioranza era e resta contro ogni iniziativa dell’Unione Europea, sicché un pezzo della maggioranza è all’opposizione del governo che appoggia e cui vota la fiducia. Gente originale, ma capace di cambiare. Accade a proposito dei fondi Safe, offerti dall’Ue a tasso agevolato per finanziare la difesa.
Il cambiamento consiste in questo: un tempo valeva “non è per i soldi ma per il principio”, sicché ogni fondo o vincolo europeo era da evitarsi e condannarsi; poi, visto il fallimento di tale impostazione, considerato che tocca loro appoggiare un governo che mena vanto di avere rispettato quei vincoli e di avere preso quei fondi, provano con “non è per il principio, ma per i soldi”. Sostengono, difatti, che il prestito Safe avrebbe un costo superiore a quello del normale indebitamento pubblico. Il calcolo ha del divertente.
Intanto si tenga presente che l’Italia è il Paese che paga di più per indebitarsi, i soldi che noi prendiamo a prestito sono i più costosi nell’area dell’Euro. Eppure già 12 Paesi hanno firmato la richiesta del prestito Safe e altri 5 s’apprestano a farlo. Considerato che pagano meno di noi i soldi che prendono a prestito e che considerano conveniente il Safe o sono tutti deficienti o il problema lo hanno quelli che sono contro ciò cui votano a favore.
Difatti essi, con sprezzo del ridicolo, confrontano i tassi a breve con quelli a 45 anni e, non contenti dell’idiozia, considerano i tassi odierni validi per un altro mezzo secolo. Vanna Marchi ne resta ammirata.
Non è tutto: i fondi Safe dovranno essere spesi in acquisti e produzioni cui prendano parte più Paesi europei, prevedendo un’integrazione produttiva e competitiva che può portare grande fortuna alla nostra industria della difesa.
Certo, la cosa non piace a Putin e, di conseguenza, ai suoi ammiratori ed estimatori nostrani. Ma oltre a fornire supporto digitale per la diffusione dei bidoni dovrebbe fare loro la cortesia di inviare un ragioniere che ancora ragioni.
Davide Giacalone, 30 luglio 2026
