Politica

Estremisti, ignoranti e Pinocchio

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Forse non è l’ignoranza a spostare i voti verso gli estremisti – più che altro di destra – ma è l’ignoranza a essere crescente per la stessa ragione che sposta voti verso gli estremisti. Vien fatto di pensarlo osservando i dati Pisa e la corsa verso il basso dei grandi Paesi europei. Oggi si dice che gli studenti italiani, un tempo in fondo alla classifica, sono nella media. È vero, ma perché gli altri sono peggiorati, non perché noi si sia migliorati. E la corsa al ribasso vede protagonisti i Paesi più travagliati e frantumati dagli estremismi.

Ciò è prodotto dall’ignoranza crescente? Potrebbe essere il contrario: l’ignoranza cresce perché la cultura è bella, avvincente, anche divertente, ma richiede applicazione, fare gli esercizi, stare con la testa sui libri, far qualche sacrificio e ci si chiede perché mai si dovrebbe farlo? È vero che i dispersi nel digitale hanno problemi a concentrarsi, figuriamoci a leggere un libro, ma è anche vero che a questi armenti dell’ignoranza si offre la possibilità di discettare su Spinoza leggendo quattro righe online. L’idea che la cultura sia capacità critica, costruita sulle nozioni acquisite è -per molti- inutilmente autolesionista: se una cosa ti interessa è a portata di mano, se non ti interessa chi se ne frega.

Il benessere, i soldi, l’accesso alla cultura non sono più (da tempo) frutto dell’impegno, ma un diritto di nascita. E siccome ho diritto ne voglio di più. E se non me lo date voto quelli che vi mandano a quel paese, che tanto poi voterò chi manderà a quel paese loro.

Ignoranza ed estremismo antisistema crescono assieme non uno a causa dell’altro, ma perché frutto della stessa illusione. Qualcuno legga Pinocchio agli illusi.

Davide Giacalone, 9 settembre 2026

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