Economia

Gli affari ed i magistrati

Distratti dalle cronache e dalle corride giudiziarie, può darsi che a molti sfugga quel che sta succedendo: un mercato economico senza molti anticorpi sta per essere consegnato alle cure della magistratura penale. Il che è inevitabile, appunto perché gli anticorpi non funzionano, ma ugualmente disastroso.

Il Presidente della Repubblica, non casualmente in quel di Lodi, ha ripetuto che gli affari, l’operare dei soggetti nel mercato, non devono separarsi dall’etica. Ed ha perfettamente ragione. Aggiungerei che l’etica è un buon affare, perché i quattrini accumulati violandola possono pur essere una conquista per l’accumulatore, ma sono un danno per il mercato, mentre le ricchezze accumulate in modo etico non solo sono una benedizione per chi se le ritrova in mano, ma anche per il sistema nel suo insieme. Cos’è l’etica, negli affari?

Nulla a che vedere con i buoni sentimenti, nulla a che spartire con concetti vacui e biforcuti, come “socialità” e “solidarietà”. L’etica, negli affari, è il rispetto delle regole. Ed una delle regole consiste nel potere chiedere, e premere per, il cambiamento delle regole stesse. Nulla è sacro ed immutabile, tutto deve essere adattato ai tempi ed alle condizioni date. Ma quel che inquina ed avvelena il mercato è la distanza, talora platealmente esibita, fra le regole scritte e quelle praticate.

Che ci siano uno o più criminali, che segretamente violano le regole date, è nell’ordine delle cose. Ma quando la violazione diventa palese vuol dire che le regole hanno perso il valore d’indicazione etica e che nessuno è in grado di farle rispettare. Questo sta succedendo in Italia. Le autorità di garanzia svolgono assai male la loro funzione, mancando di lucidità e tempestività, oltre che, spesso, della semplice volontà. Il giornalismo gode del rispetto che si merita, e troppo spesso se si accende un faro su qualche malaffare è perché qualcuno paga l’energia elettrica. Questioni grandi come caseggiati vengono messe a tacere, perché l’azienda di cui si dovrebbe parlare è anche proprietaria del giornale o della televisione, o principale inserzionista pubblicitaria. Mancando gli anticorpi ci si affida solo agli antibiotici da cavallo, somministrati dalle procure della Repubblica.

Le procure, però, agiscono secondo tempi e criteri che nulla hanno a che vedere con le esigenze del mercato. E talora può capitare che questi tempi ricoincidano, nella loro lentezza, con momenti topici in faccende economiche ancora aperte. Si opera a cuore aperto e senza anestesia. Insomma, è dall’estate scorsa che leggiamo indiscrezioni su questa o quella ipotesi di reato in capo a persone come Billè o come Consorte, ma gli avvisi di garanzia arrivano adesso. Adesso che sull’operato di Billè si è dilaniata Confcommercio, adesso che la bradipa Opa di Unipol allunga le mani su Bnl.

Consorte tace, Billè, invece, ha detto: l’avviso è un atto dovuto, fatto a mia garanzia. Allora, mettiamo ordine nel vocabolario: i pubblici ministeri emettono avviso di garanzia perché a questo li obbliga il codice, quindi tutti gli avvisi sono atti dovuti, e quando, invece, fossero voluttuari, sarebbero questi stessi dei reati; l’avviso di garanzia è, come dice il nome, una garanzia per l’indagato. Fin qui il vocabolario, veniamo alla sostanza: dodici anni fa gli avvisi di garanzia erano l’esecuzione di una condanna a morte civile, ora contano un piffero anche le condanne; i politici raggiunti da avviso si dimettevano, i banchieri, i finanzieri, gli industriali ed i commercianti di oggi, invece, annunciano che si difenderanno, come è loro diritto.

In questo modo ci troviamo un mercato economico in cui l’etica della quotidianità è appannaggio solo dei volontari, quasi tutti i protagonisti sono indagati, e taluni anche condannati per gravi reati, la magistratura continua a scavare, ed ogni tanto qualche reperto viene lasciato distrattamente a disposizione dei giornalisti, mentre la chiusura delle vicende penali si attende, con comodo, per il prossimo decennio, quando nessuna delle partite economiche aperte sarà sopravvissuta. In questo quadro taluno si può permettere di dar del bandito ad uno scalatore (che, invece, dovrebbe essere uno degli anticorpi), mentre le scalate possono organizzarsi senza corde e rampini; tutti fanno finta di preoccuparsi per il modo in cui agiscono le banche, ma gli stessi tutti si adoperano per avere dalle banche soldi senza i quali non potrebbero giocare a fare i capitalisti.

Chissà perché tutti pensano che i nostri guai vengono dalle magliette cinesi, e nessuno vuol ragionare su qualche responsabilità che ci siam coltivati sul suolo patrio.

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