Economia

Il “funzionario” Padoa-Schioppa

Dice il ministro Padoa-Schioppa che per raddrizzare i conti è necessario mettere mano a misure strutturali. Giusto, anzi ovvio. Cita due capitoli: pensioni e sanità. Interessante. Purtroppo non fornisce alcuna indicazione specifica. Proviamo a fare qualche domanda: nella prossima legge finanziaria ci sarà un innalzamento dell’età pensionabile?

Ciò risponderebbe alla generica lamentela sul sistema sperequato, talché chi oggi (i più giovani) lo finanzia non potrà avere trattamenti paragonabili.

Provo a rispondere: il ministro ha in mente esattamente quella misura, assieme ad altre, ma si rende conto che non si può adottarla sperando nella “concertazione”, vale a dire sul via libera dei sindacati, e nutre il serio dubbio che il governo sia in grado di reggere una contestazione assi più dura e vasta di quella che animano i taxisti.

In quanto alla sanità, se non si vuole diminuire il livello delle prestazioni si deve aumentare la contribuzione da parte di chi ne usufruisce. Si può lavorare attorno ai diversi scaglioni di reddito, ma, insomma, la zuppa è quella. A tal proposito sarà bene ricordare che in anni lontani, quando ministro era De Lorenzo, furono introdotti i ticket e la spesa per farmaci diminuì. Mi rendo conto di avere scritto l’inscrivibile, ma i fatti sono fatti. Padoa-Schioppa ha in mente qualcosa di simile, ma non sa se si può dire o no.

Lo stesso ministro ricorda l’esperienza della figliola, architetto nella capitale francese, alla quale veniva detto il venerdì se il lunedì successivo avrebbe dovuto ancora presentarsi al lavoro o considerarsi licenziata, il tutto, però, alla luce del sole, con coperture assicurative e previdenziali. Essendo ministro del governo che dice di volere cambiare la legge Biagi, credo la citazione avesse, più che altro, un valore sentimentale e familiare.

Io sono, dice il professore, solo un funzionario, ma mi rendo conto che fare il ministro significa assumere un ruolo politico. Dice bene, e prima di diventarlo scrisse che una cosa sono le parole politiche, altro i fatti di governo. Ecco, adesso è l’ora dei fatti. Li presenti, ci metta la faccia ed il peso che ha. Perché se vuol dirci che le cose serie non si possono fare a causa di una maggioranza rissosa, questo lo sapevamo già, da tempo.

Pubblicato da Libero

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