Pessimo segno. Aggravato dal fatto che la cosa passi sotto silenzio politico, senza destare reazioni altro che rassegnate o assuefatte allo spreco. L’intero capitolo del Pnrr volge al peggio: a. nel 2026 si esaurirà e gli effetti sulla crescita economica sono nell’ordine dello zerovirgola; b. i soldi spesi sono pochi rispetto a quelli incassati; c. le riforme fatte sono brodini insipidi. In questo modo l’occasione storica diventerà l’occasione sprecata.
Ora si apprende che una parte (circa 600 milioni di euro) dei soldi destinati a creare la rete per le ricariche delle macchine elettriche saranno utilizzati per elargire il miliardesimo bonus. Cosa del tutto illogica, perché se non si allestisce la rete non si vede come si possa sperare che decollino le vetture elettriche. Autolesionista, perché la produzione europea è indietro. Mostruosa, perché il Pnrr deve servire agli investimenti e non ad alimentare i consumi.
Si usa uno spreco per coprire un fallimento, nella peggiore tradizione.
Davide Giacalone, La Ragione 21 maggio 2025
