Economia

ReVisione

ReVisione

Ancora una volta il ministro dell’Economia ha ragione: sui tagli alla spesa corrente non si può mollare. Ancora una volta, però, sostiene quello che il politico Giancarlo Giorgetti non solo non avrebbe sostenuto ma avrebbe avversato o – come era solito – taciuto nel mentre il suo partito duramente avversava. Già questo la dice lunga su quale sia il costume della politica italiana. Su un punto ha però torto: quella che prova a imporre non è una revisione della spesa, quelli sono soltanto tagli. 200 milioni in meno agli enti locali, a valere sul 2024, per un totale di un miliardo e 200 milioni entro il 2028.

Una revisione comporta una visione della spesa pubblica e una sua profonda conoscenza nel dettaglio, in modo da cancellare le spese inutilmente ripetitive, senza alcuna idea di ristrutturazione dei servizi che con quella spesa si alimentano. Forse per questo si preferisce denominarla in inglese, spending review: perché non si comprenda la natura profonda di quell’operazione e il bisogno che abbia un respiro temporale di almeno medio periodo. Per intenderci: se si fosse andati avanti nel lavoro impostato a suo tempo da Carlo Cottarelli i primi frutti si sarebbero raccolti adesso. Non si andò da nessuna parte e oggi serve tagliare subito uno spicchio di spesa. Cosa profondamente diversa.

Oltre tutto contraddittoria: se faccio degli investimenti, anche utilizzando i fondi del Pnrr, creo le strutture necessarie a offrire servizi come asili nido, scuole, biblioteche, centri di assistenza per anziani o disabili; tutta roba buona, ma che porta con sé anche una successiva spesa corrente, dovendo pagare il personale, la manutenzione o i beni consumati. Sicché il criterio secondo cui chi più ha avuto dal Pnrr è anche candidato a fare maggiori tagli alla spesa è privo di ragionevolezza, perché è facile sia necessario il contrario. Del resto, se chi più ha avuto fosse anche quello che meno taglia, la distanza di trattamento fra i cittadini di una zona e quelli dell’altra sarebbe destinata a crescere. Questo capita quando si spende senza visione, pur di spendere, angosciati dalla spesa come finalità e non dalle finalità della spesa pubblica. Dopo di che non puoi fare nessuna revisione, puoi solo tagliare. Né puoi farne a meno, perché altrimenti i conti non tornano. Il settembre della legge di bilancio è alle porte, la procedura d’infrazione è imminente ed essendo pendenti pure le elezioni neanche puoi dire che intendi attrezzarti per recuperare dei quattrini dall’evasione fiscale. Chi avesse dei dubbi in merito provi a far dire al vice ministro Leo quel che si sta trattenendo dal dire.

Per capire la profondità non tanto del buco nei conti quanto di quello nelle menti della politica, è del resto sufficiente dare una scorsa veloce alle dichiarazioni rese da multicolori esponenti politici. L’opposizione già piagnucola per i tagli, sempre feroci e sempre contro gli italiani (come se i debiti gravassero sugli stranieri): nessuna idea, neanche il rimprovero di non essere partiti per tempo con la revisione. Nel Paese delle spese a pioggia ogni proposta di razionalità contabile è considerata un attentato alla raccolta di voti. Dal canto suo la maggioranza assicura che non è vero, che non ci saranno tagli. Come fa il capo del partito del ministro dell’Economia, che i tagli li sostiene. Surreale il ministro (Fitto) che assicura: niente tagli alla spesa sociale. Almeno ci dica qual è quella asociale, che per noi consiste nella spesa corrente destinata non a finanziare le necessarie innovazioni ma a coprire, lenire e tutelare le inaccettabili arretratezze.

Per sapere in che consistono basterà cercare di salire su un taxi che non si trova o recarsi presso un lussuoso stabilimento balneare che paga due breccole per occupare la spiaggia o presso uno più scarso, che paga sempre due breccole e non ha a neanche rifatto il cesso. Il governo prova a tutelare queste arretratezze impoverenti, poi si trova a secco di quattrini. Questo andrebbe rivisto.

Davide Giacalone, La Ragione 29 maggio 2024

www.laragione.eu

Condividi questo articolo