Economia

Telecom e l’affarismo brasiliano

Gli ascoltatori che hanno seguito le inchieste di Rtl, e le trasmissione de L’indignato speciale, sono fra i pochi (assieme ai lettori di Razza Corsara e de Il grande intrigo) a sapere delle prodezze di Telecom Italia in Brasile, e ne sanno più dei controllori.

Ora arriva la conferma che avevamo visto giusto, che avevamo ragione, il che autorizza qualche curiosità (Telecom Italia, lo ricordo, è quotata, quindi raccoglie il denaro dei risparmiatori). Non c’è nulla di tecnico, nulla di complicato, seguite queste poche righe.

In Italia si da il felice annuncio che l’Anatel (autorità di controllo brasiliana) ha dato il “via libera” a Telecom Italia. Bella cosa. Però ha dato loro ragione solo perché hanno riconosciuto di avere torto. Sono anni che si combatte una battaglia feroce, a colpi di spie e di cause, coinvolgendo personaggi a dir poco discutibili e pagandoli con pacchi di soldi in contante, perché Telecom pretendeva di avere il comando di Brasil Telecom. Contemporaneamente lanciava, in concorrenza con la BT, di cui è socia, Tim Brasil. Non solo era contro le leggi brasiliane, ma era una visibile dissennatezza, visto che moltiplicava i costi. Delle due l’una, ragionavo: o si esce da BT, vendendo la quota, o si cerca di valorizzare le sinergie. Loro preferirono la guerra a tutto ed a tutti. Dopo avere dilapidato una montagna di quattrini, adesso Telecom Italia dice: vendiamo sia la quota in BT che la Tim Brasil. Le autorità brasiliane rispondono: un accidente, perché quelle due cose sono incompatibili, quindi prima risolvete il problema e poi vendete (questa è la causa della marcia indietro di Rossi, non le solite fanfaluche strategiche). Allora Telecom, ora giustamente, prende la partecipazione in BT e la mette nelle mani di un trust inglese, governato da Credit Suisse. L’Anatel da il via libera ed alla fine della grande guerra gli italiani non contano più un accidente. Un bel successo.

Non è finita, restano i morti e le macerie. Quando qualcuno metterà gli occhi dentro la guerra brasiliana scoprirà quello che non ho potuto scrivere, e sarà magari la magistratura brasiliana a fare quello che da noi si evita accuratamente e da anni. Cirio, Parmalat e Telecom Italia hanno usato il Brasile per spendere troppo ed incassare un fico secco. Telecom Italia ha speso per non acquistare ed ha volutamente ignorato quel che oggi ammette. Si vorrebbero conoscere la ragione ed i responsabili.

Condividi questo articolo