Giustizia

Avvocati, uno sciopero ignorato

Avvocati, uno sciopero ignorato

Gli avvocati penalisti hanno scioperato, fino ad oggi, ma quasi nessuno se ne è accorto e ne parla. Nelle aule di giustizia si sono bloccati i processi, è vero, ma tanto erano fermi già da prima ed il rinvio di una settimana risulta infinitesimo, ridicolo. Sul Corriere della Sera hanno pubblicato un commento, di Vittorio Grevi, nel quale si criticano gli avvocati perché non si concentrano sullo sveltimento dei processi, ma chiedono, i tapini, la riforma della giustizia. Fra non molto la decadenza civile giungerà al punto di prediligere il dialogo con chi parla solo di soldi e carriera propri.
Gran parte della cultura, delle cattedre e delle coscienze, forse perché trattasi d’ambienti affollati da incolti ed incoscienti, è divenuta sorda e cieca, comunque disposta a tollerare una vergogna assoluta. Al Consiglio d’Europa abbiamo subito l’ennesima umiliazione: non ci hanno buttato fuori, come meritavamo e come alcuni volevano, ma ci hanno dato due anni per rimediare allo scandalo della malagiustizia. Alla Corte Europea prima ci condannano per aver negato giustizia ai cittadini, e poi ci ricondannano perché lo Stato neanche paga i risarcimenti. Le carceri scoppiano, essendo stato del tutto inutile l’indulto (come qui avevano previsto e dettagliatamente descritto). Abbiamo la magistratura più informatizzata del pianeta, ma il procedimento resta un rottame arrugginito. Abbiamo un numero d’avvocati patologicamente elevato, che seguono a vita procedimenti inconcludenti. Spendiamo una marea di soldi, poi manca la carta per le fotocopiatrici. Sarebbe una grande questione civile e morale, se non fosse che sembra non importare niente a nessuno.
Il governo annuncia riforme serie e profonde, ma, nel frattempo, vara decreti che ricalcano il più antico dei vizi: durezza invereconda nella fase preliminare, quando il cittadino indagato, talora arrestato, è un presunto innocente, poi rilassatezza e svaccamento quando si tratta d’accertare se il delinquente è l’imputato o è deficiente quello che gli ha messo le mani addosso. I crimini restano impuniti, mentre la peste giustizialista dilaga nelle menti degli zotici e dei furbacchioni. Noi ci sgoliamo, ma il mondo attorno fa spallucce.
Lunedì lo sciopero sarà finito, sicché tutto potrà tornare alla normalità. Quindi allo sfascio.

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