Giustizia

Galera per famiglie

Ma sì, arrestiamo le famiglie, prendiamo i rampolli d’oro e diciamoglielo in faccia: avete finito di gozzovigliare.

Prendiamo le figlie che difendono i padri e cantiamogliela chiara: siete un’associazione a delinquere. Prendiamo i figli che piangono e rinnegano i padri e facciamogliela pagare: viziato smidollato, vergognati. Ed all’industriale che sta in galera, al capobanda recapitiamogli un messaggio chiaro: il tuo fido Tonna, caro mio, quando gli arrestarono la moglie decise di dare una mano agli inquirenti, adesso, a te, t’abbiamo arrestato i figli ed il fratello, che intendi fare? Ma sì, procediamo speditamente verso la merda più totale.
Le indagini sono in corso da mesi, Calisto Tanzi giace da tempo nelle patrie galere, quali mai pericoli ricorrevano da giustificare l’arresto della figliolanza? Stavano portando via i soldi? Sequestrateli. Stavano inquinando le prove? Ma come, dopo mesi di “evidenze” ci sono ancora prove da inquinare? E semmai l’avessero voluto fare, forse, a questo punto, l’opera sarebbe già completa.
Lo so, si dice che continuare a far appello alla legge è un formalismo da garantisti da strapazzo. Chi se ne frega dei te motivi per arrestare, e che cavolo, se ne stiano in galera e ringrazino il cielo di non esserci finiti prima. Già, ma, dico io, se il rispetto formale della legge ce lo mettiamo sotto i piedi quando si pretende di far valere la legge e punirne le violazioni, non vi pare una tattica da manicomio?
Ieri il tribunale della libertà ha stabilito che Crudele non andava arrestato, e che quel provvedimento di carcerazione è da ritenersi annullato. Bello, ma come si fa ad annullarne le conseguenze, non solo umane, ma anche economiche?
Nel mondo della civiltà i Tanzi sarebbero già sotto processo, ed un tribunale, con giudici terzi, non colleghi degli accusatori, dovrebbe stabilire le colpe di ciascuno e la pena che a ciascuno spetta. Nel mondo dell’inciviltà, quello nel quale stiamo vivendo, il processo non si fa ed a tutti si assegna la stessa pena, a cura di colleghi che se la suonano e se la cantano. E, a condimento del tutto, gli arrestati vengono esposti al pubblico ludibrio, in aperta e patente violazione di una legge appositamente votata dal Parlamento. Ma, già, finiamola di rompere le balle co’ ?sta storia delle leggi. Si sta facendo giustizia, che cosa mai c’entrano le leggi.
Escano dal carcere, i Tanzi, prendano tre camere separate in un residence di Rimini, e si ammazzino con la cocaina. Allora sì che ci commuoveremo, e diremo che sono stati perseguitati. Che il cielo fulmini il giornalismo italiano.

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