Giustizia

Geronimo e Tonino

Qualche giornale, dopo il trasloco di Paolo Cirino Pomicino (bacio le mani, Geronimo) nel centro sinistra ironizza sul fatto che, adesso, si ritrova accanto ad Antonio Di Pietro. Memoria corta e cecità politica, ecco cosa guida certi commentatori.

Memoria corta perché non ricordano che i due furono già molto vicini, e non nella parte dell’inquisito e dell’inquisitore, ma in quella del morituro e del testimone. Pomicino stava tirando le cuoia (il che allunga la vita) e Di Pietro accorse avendo promesso che, in quel caso, avrebbe rivelato segrete e fondamentali cose, evidentemente favorevoli al trapassato. Il decesso non ci fu, e neanche le rivelazioni.
Ciechi perché si lasciano sfuggire la vera notizia, che non è quella del reincontro di Pomicino e Di Pietro, ma il fatto che questo avvenga a sinistra. In realtà i due sono dei destri, ed il più a destra, in modo financo eccessivo, è Di Pietro che, infatti, è giunto prima dell’altro nella sinistra. Basterebbe questo quadretto per capire come funziona di schifo il bipolarismo all’italiana.
Adesso lascio perdere Di Pietro, anche per difficoltà linguistiche, e mi concentro su Pomicino. L’indomito capo indiano ha razzolato, in questi anni di seconda Repubblica, o di Repubblica secondaria, fra i pezzi della diaspora democristiana. Con Casini, quando Casini era con Mastella, con D’Antoni ed Andreotti, talora bordeggiando Forza Italia, adesso con Mastella. Se qualcuno è in grado di indicarmi in che cosa, programmaticamente, si distinguono queste forze e, quindi, in che cosa, Pomicino, veleggiandovi in mezzo, abbia dovuto cambiare idea, gliene sarò personalmente grato. Ma credo sia impossibile, il che, ancora, la dice lunga sul bipolarismo in atto.
L’unica cosa che distingue gli uni dagli altri, e non come componenti politiche, ma come persone, talora anche dentro lo stesso partito, è la diversa sensibilità, e, quindi, ricostruzione rispetto alle cose passate. In Italia ci dividiamo sull’analisi di ciò che è stato, non di quel che sarà. E visto che le cose stanno così, la libera circolazione del Pomicino, al tempo stesso testimone ed analista serio e credibile del passato, è da salutarsi come un fatto altamente positivo.

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