Giustizia

Governo – GdF, problema irrisolto

Lo scontro fra il viceministro Visco ed il generale comandante della Guardia di Finanza, Speciale, era così reale e così poco frutto di pretestuose campagne di stampa che Prodi ha avocato a sé la questione. Poi ha riunito un consiglio dei ministri a questo specificamente dedicato

ed ha deciso che Visco perde, almeno temporaneamente (a sentire l’interessato) la delega sulla GdF e Speciale perde il comando, andando alla Corte dei Conti. Ora, intendiamoci, il governo non poteva fare diversamente, non poteva che affrontare di petto il problema perché altrimenti, la settimana prossima, sarebbe caduto al Senato. Qui alcuni esponenti della maggioranza, ivi compreso un ministro, avevano già annunciato il loro atteggiamento negativo. Quindi la sorte era segnata. L’urgenza c’era, pertanto, ma non c’è la soluzione.
Se ha ragione Visco è evidente che Speciale non può divenire magistrato incaricato di sorvegliare i conti pubblici. Se ha ragione Speciale è evidente che la sua rimozione è grave, ed ancor di più la permanenza di Visco al governo. Questa non è una faccenda che si possa risolvere per alzata di mano, a maggioranza, come se fosse una generica discussione politica. Qui si richiede l’accertamento di un fatto che, in un caso come nell’altro, contiene profili penalmente rilevanti ed istituzionalmente gravi. Quindi torno a quella che è stata la mia prima opinione, rafforzata dai successivi svolgimenti: la competenza è della magistratura ordinaria. Avviata un’inchiesta seria si può immaginare la prudenziale sospensione di entrambe i contendenti.
Solo che l’inchiesta non c’è. Dalla procura di Milano giunse una cacofonica dichiarazione destinata a negare l’esistenza stessa del problema. Da quella di Roma l’apertura di un fascicolo che contiene ritagli di giornale. Stiano attenti, i magistrati, perché non c’è alcun bisogno di fornire conferme della loro alta sensibilità politica e della progressiva adozione di pesi e misure diverse. Qualcuno di loro potrà anche guadagnarci, ma l’insieme ci perde, ed alla grande.

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