Giustizia

Lettera di Poggiali alla Cassazione

Lettera di Poggiali alla Cassazione

Si tratta di una lettera già inviata, consegnataci dall’autore, e che, ad oggi, non ha avuto alcuna risposta.
Al Signor Procuratore presso la Corte di Cassazione.

Con la precedente segnalazione del 4.2.03, Le esposi lo sconcertante comportamento del Dott. Antonio Gagliardi, Procuratore di Latina all’epoca dei fatti, nonché di alcuni suoi sostituti, in merito all’inchiesta sull’incidente indicato in oggetto (un aereo dell’Aeronautica Militare cadde su Monte Lupone, l’8 agosto 1997, incidente nel quale perse la vita il capitano Maurizio Poggiali, figlio dello scrivente n.d.r.).
Durante i sei anni trascorsi è sempre emersa evidente la volontà di agire a favore dell’Aeronautica Militare, con deliberati errori ed omissioni, con consulenze inaffidabili e partigiane affidate a C.T. nominati “ad hoc” perché (colleghi degli imputati e ufficiali dell’Aeronautica), con reiterate e cervellotiche richieste di archiviazione, con il mancato adempimento delle ordinanze del G.I.P., sostenendo come ha fatto il Sostituto Dott. Pietro Allotta: “… il G.I.P. disponendo indagini prive di senso processuale…” Con l’aggravante che tali comportamenti assunti da diversi magistrati, sono sempre in sintonia inquietante con il principio di salvaguardare gli interessi dell’Aeronautica Militare al fine di evitare che emergano le gravi responsabilità collegate alla morte di mio figlio.
A quanto precedentemente esposto e ribadito, ritento mio dovere oltre che mio diritto denunciare alla S.V. Ill.ma quanto segue, perché Ella voglia assumere opportune iniziative al riguardo.
Le ricordo che, dopo l’incidente, il Soccorso Aereo dell’Aeronautica Militare, non si attivò in maniera adeguata e l’aereo precipitato a pochi Km. da Roma, su un’altura di 1.000 metri, con tre persone a bordo – di cui due sopravvissuti – fu ritrovato dopo 24 ore da una bambina di undici anni in gita con la sua famiglia, ma purtroppo nel frattempo mio figlio era morto.
Dalla prima relazione autoptica del medico legale Dott. Fortunato Lazzaro risulta che mio figlio è morto nelle ore pomeridiane, quindi a distanza di ore dall’incidente verificatosi alle ore 11:00 a.m.
Mi rivolsi al Dott. Vincenzo Saveriano per chiedere se non avesse ritenuto di indagare sulla modalità del (mancato) soccorso e sulla incredibile decisione di sospendere le ricerche alle ore 20:30 di una serena giornata d’agosto.
Ebbi dal sostituto una inquietante risposta; “Il medico si è sbagliato, adesso lo chiamo e lo faccio correggere.!!!!!!!!!”
Questo è quello che purtroppo avvenne con il Post Scriptum con cui il medico (cugino di altro sostituto presso la stessa Procura), il Dott. Francesco Lazzaro, che si era a sua volta occupato del caso, corresse se stesso.
Successivamente appresi che a carico del medico risultava iscritto un procedimento per art. 640 c.p. poi archiviato per prescrizione. Questo elemento può forse aiutare a capire come e a chi vengano affidate consulenze così delicate con le autopsie.
Poiché non si era proceduto d’ufficio, mio figlio Fabio presentò una dettagliata denucia sul mancato soccorso, in data 13.1.1999. Fu solo per una “svista” o per un mero errore che tale denuncia finì invece nel fascicolo di un altro provvedimento e casualmente il G.I.P. Dott. Mario Gentile, la rinvenne e dispose, in data 18.7.2000 (all. copia) con diciannove mesi di ritardo, la iscrizione sul registro di cui all’art. 335 c.p.p.
La p.p. non è stata informata di alcuna iniziativa del sostituto Dott. Pietro Allotta a meno che anche in quella occasione il P.M. non abbia valutato: “prive di senso processuale” le indagini disposte dal G.I.P.
Nel corso di altra udienza camerale relativa ad altro procedimento N° 6406/99 G.I.P., a carico dei CC.TT. del P.M. colonnello Francesco Martone e colonnello Guido Tartamella, il G.I.P. in data 12.12.2000 dispose:
“vanno sentiti i testi indicati dalla p.p.”
“va espletata C.T.U. sui fatti in esame ed in particolare in ordine alla dinamica dei soccorsi relativi all’incidente aereo dell’8.8.87 in danno di Poggiali Maurizio” (all. copia)
fissando il termine per le indagini alla data del 31.5.2001. Anche il sostituto Dott. Alessandro Coco, si è ben guardato dall’ottemperare alla ordinanza del GIP. Egli dispose indagini sui CC.TT. Martone e Tartamella tramite la DIGOS di Latina, quando ricevette un dettagliato rapporto che confermava tutte le nostre denuncie, il dott. Coco prima anticipò al sottoscritto, a mio figlio Fabio ed al nostro legale che avrebbe provveduto a chiedere il rinvio a giudizio, poi invece chiese l’archiviazione.
Alla nostra meraviglia per l’improvviso ripensamento egli non ebbe alcuna remora a dire: “come faccio ad andare contro il mio capo?” Il suo capo era il Dott. Antonio Gagliardi ospite dell’A.M.
Dopo qualche tempo il Dott. Gagliardi, che vive ospite dell’Aeronautica Militare, non gradiva che coloro che lo ospitano fossero coinvolti in questa brutta storia.
A seguito ulteriore opposizione della p.o., il G.I.P. in data 24.5.2002 aveva ripetuto la richiesta alla Dott.ssa Chiara Riva. La sostituta, incaricata delle indagini ha dapprima nominato un suo consulente (per tutti gli aspetti tecnici del soccorso aereo), l’Ing. Izzo Alfonso dell’ENAC. In seguito però, la Dott.ssa Riva ha revocato l’incarico all’Ing. Izzo perché inadempiente.
E’ trascorso un altro anno, nessuno ha nominato un altro C.T. ma ciò non ha impedito al P.M. di chiedere ancora l’archiviazione.
Per sua opportuna conoscenza la informo che nel processo a carico del pilota Matteo Pozzoli e del m.llo Franzoni Ermenegildo per artt. 428, 449, 589 c.p. ancora in corso a Latina, il Giudice ha fatto disporre una relazione tecnica sull’incidente, non ritenendo attendibile quella redatta dai colonnelli A.M. Martone e Tertamella. L’ing. Perrone – civile e non militare, ha ribaltato quanto avevano affermato i due ufficiali nominati dal Procuratore Gagliardi.
Temo che nonostante le nostre iniziative a Latina si voglia giungere alla prescrizione di tutti i procedimenti, come è già avvenuto per l’omissione di soccorso 393 c.p. dei due sopravvissuti nei confronti del loro collega più sfortunato.
Per rispetto alla Sua persona mi astengo dal trascrivere i miei pensieri in merito al comportamento di alcuni magistrati della Procura di Latina e come cittadino spero che non sia così in tutte le Procure del nostro Paese.
Nella disgrazia di aver perso un figlio, ho avuto la sorte di imbattermi nella mala fede, l’Aeronautica ha tradito mio figlio che poteva esser salvato e la Giustizia sta tradendo la mia famiglia.
Le chiedo di intervenire al riguardo.
Con ossequio.

Giuliano Poggiali

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