Giustizia

Marcucci assolti

Guelfo e Paolo Marcuci sono stati assolti. Scommetto che i più neanche ricordano di che furono accusati. Scommetto che se lo dico una lampadina s’illumina nella memoria di ciascuno: il sangue infetto, gli emoderivati con i quali si sarebbero diffuse epidemie d’epatite e di Aids. Ricordate, adesso?

Alla Sclavo, l’azienda dei Marcucci, furono sequestrate 25 tonnellate di emoderivati. Ma questo è niente. Seguirono paginate su paginate di giornali, presunte inchieste televisive, con relativo invito in studio di parenti in lutto e collegamenti con emaciati morituri, vittime del desiderio d’arricchimento dei Marcucci.
E che diamine! pensò l’opinione pubblica, speculare sulle disgrazie, addirittura diffondere i virus, eludere i controlli per risparmiare, attentando così alla vita altrui. E che nefandezza!
Ecco, peccato che non fosse vero niente. I Marcucci, infatti, sono stati assolti “perché il fatto non sussiste”. Il “fatto”, vale a dire i contagi, il sangue infetto è così via delirando.
Per giungere a questa conclusione ci sono voluti nove anni. Nove anni. Per sapere di questa conclusione, inoltre, dovete essere uno dei tre o quattro che leggeranno queste righe, perché sui giornali, che diedero la prima pagina all’accusa, dell’assoluzione non trovate traccia. Si può dire che questa è una gran schifezza, e che il giornalismo italiano ci fa la figura che merita: lecchino servitore dei più forti?

Condividi questo articolo