Giustizia

Ragioni micro, opulenza mega

Ai tifosi del giustizialismo, agli assatanati della manetta, come è noto, manca il senso dell’orrido. Adesso sappiamo, dopo avere letto l’ultimo numero di Micromega, che manca loro anche il senso del ridicolo.

Difatti, nel tentativo d’autoeroizzarsi, per dar valore di vittima ai carnefici, essi, convocando una manifestazione di giubilo per il ricorrere di un arresto, affermano: “Cercheremo di comunicarlo (la data esatta del lieto evento n.d.r.) con i mezzi proporzionalmente ?francescani’ che ?soli- sono ormai a disposizione di chi non partecipi del censorio tripudio monopolistico che soffoca l’informazione italiana nella melassa del pensiero unico”. Mezzi “francescani”, ma ci facciano il piacere!

Micromega è una pubblicazione lussuosissima e costosissima, ha un lancio pubblicitario paurosamente opulento, fatto di pagine e pagine su Repubblica, d’anticipazioni, di battage. Della loro manifestazione si parla in televisione, radio, stampa, manca solo che inviino un sms a tutti gli italiani. E questi sarebbero i mezzi “francescani”? E lo dicono a noi, gli sfrontati, a noi che coltiviamo pubblicazioni davvero povere, prive d’editori pronti a pagar le spese, a noi che per passione ideale mettiamo mano alle nostre privatissime tasche, a noi che urliamo nel deserto della distrazione. Ce ne vuole, di faccia tosta.

Essi producono, da anni, pubblicazioni reclamizzatissime che servono a svilire ed umiliare la giustizia, rendendola strumento di vendetta politica e sociale. Noi produciamo pagine su pagine di rispetto per il diritto e per i diritti. Loro sono ricchi, noi siamo poveri. Per l’occasione il numero di Micromega è sponsorizzato, nelle pagine finali e mai lette da nessuno senza, quindi, alcun ritorno pubblicitario apprezzabile da: Ferrovie dello Stato; Agip Petroli; Omnitel; Alitalia; Rai. Tutte aziende i cui uomini addetti alla pubblicità si son rimbecilliti? O hanno altri motivi per versar l’obolo ai manettisti? Ed avete notato quante aziende di proprietà pubblica? Francescani, ma va là.

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