Giustizia

Stuprando il diritto

In tema di giustizia il governo e la maggioranza soffrono di schizofrenia. La radice greca del termine indica un cervello diviso, uno sdoppiamento che complica la vita. Il guaio di certe malattie, al contrario della rottura di un femore o di una colica renale, è che il soggetto non sempre è consapevole del problema. Così abbiamo governanti che si scagliano contro la magistratura e i giornalisti, accusandoli (giustamente) di agire con scarso rispetto della presunzione d’innocenza, e abbiamo parlamentari (Giorgio Straquadanio, ad esempio) che si recano in visita ai detenuti in custodia cautelare, sottolineando (giustamente) che non sempre ricorrono i tre motivi canonici per privare un cittadino innocente della libertà, ma abbiamo anche governanti che s’inalberano contro una più che giusta sentenza della Corte Costituzionale, che ha cancellato il carcere preventivo obbligatorio per i sospettati di stupro, e abbiamo una maggioranza parlamentare che, pur attestandosi sulle posizioni prima richiamate, votò la norma ora abrogata, evidentemente convinta che il diritto possa essere storto al punto da valere per alcuni e non per altri.
La ciliegina sulla torta è che il relatore contro la norma è stato un giudice costituzionale scelto dal centro destra, l’avvocato Giuseppe Frigo, che, fortunatamente, non ha dimenticato la propria cultura giuridica e, provvidenzialmente, neanche il suo essere stato presidente dell’unione camere penali. Una scelta felice, che oggi avrebbe dovuto consigliere un rispettoso silenzio.
Invece ho letto corbellerie monumentali, compresi titoli fatti a capocchia, che annunciavano l’impossibilità del carcere per gli stupratori. Come abbiamo letto dichiarazioni del ministro Mara Carfagna che richiamavano il sentire popolare o il “giustificazionismo”, ovvero principi che non sono solo l’antitesi del diritto, ma anche l’anticamera della galera per la gran parte dei coinvolti nelle inchieste che sgombrerebbero molte stanze attigue a quella del signor ministro.
Noi segnalammo gli errori di quella legge nel momento stesso in cui cominciarono a parlarne, con due interventi del febbraio e del marzo 2009. Raccontammo la grottesca storia delle due coppie di presunti stupratori rumeni, arrestate per lo stesso stupro, pretendendo tutte e due le volte che fossero quelli veri, e mettemmo in evidenza che imporre l’arresto obbligatorio, con l’aggiunta di escludere i domiciliari, era un gesto di deplorevole resa. Perché, in quel modo, si firmava la rassegnazione ad avere una giustizia che non funziona, salvo vendicarsi sui presunti reprobi, facendo loro scontare pene mai comminate. E’ ovvio che gli stupratori devono andare in galera. Dove mai volete mandarli? Ed è altrettanto ovvio, come scrive la Corte Costituzionale, che il giudice delle indagini preliminari può sempre disporre la custodia cautelare, senza per questo essere obbligato a farlo. Ma è altrettanto ovvio che per definire stupratore un cittadino occorre una sentenza, e per la sentenza occorre un processo. Se, invece, facciamo fede alle procure, se a loro assegniamo il compito di stabilire chi sono i colpevoli, al punto da sbatterli in galera per obbligatorio ossequio alle loro determinazioni, allora facciamo ciao ciao con la manina a tanti signori che Silvio Berlusconi sostiene essere innocenti.
Ma che c’entra, diranno i nostri cultori del non diritto: una cosa sono gli stupri altra l’essere accusati d’essersi arricchiti alle spalle della spesa pubblica o di avere complottato per corrompere la vita istituzionale. Siete sicuri? Non è che poi passa qualcuno e vi spiega che il comune sentire popolare è imbufalito con i secondi quanto con i primi, anzi, che i primi hanno stuprato le loro vittime, mentre dei secondi siamo tutti vittime? A quel punto, che altro fate e dite, se non iscrivervi al partito del giustizialismo manettaro e fascistoide? Questi signori, questi ministri, questi parlamentari proprio non sono capaci di capire che il diritto è un corpo unitario e se cominci a dire che gli stupratori, benché presunti, devono, per forza, andare in galera prima di avere incontrato un giudice non c’è poi modo di non mandarci anche gli altri, consegnando alla magistratura un insindacabile potere sulla vita civile e politica.
Ringrazino Frigo e la Corte Costituzionale, piuttosto, che hanno smontato un’inciviltà con cui governanti incapaci hanno provato il gusto di farsi belli con l’opinione pubblica forcaiola, e sperino che quei forconi non si rivoltino verso la loro parte. Anche perché, sapete cosa succede agli stupratori veri, arrestati obbligatoriamente e senza processo? Succede che vengono scarcerati per decorrenza dei termini. Ecco cosa succede, e il dovere del legislatore e del governante consiste nel far funzionare la giustizia, non nello stuprarla nella speranza di mascherare la propria impotenza.

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