Idee e memoria

Quando Guitierrez incontra Carver

Chi conosce ed ama Pedro Juan Gutierrez è abituato ad una prosa dura, immediata, capace di restituire impareggiabilmente i colori, gli odori, gli umori di una Cuba profonda, certamente non turistica, non da cartolina.

Le autorità cubane non hanno mancato di presentargli il conto per tanto crudo realismo. Continua a vivere all’Avana. Non potrebbe essere altrimenti.

Chi lo conosce ed ama, inizia quest’ultimo libro, “Carne di cane”, dapprima con una strana sensazione. Il primo racconto, “Il mondo è troppo pericoloso”, attacca con un ingrediente consueto, il rum. L’uomo di cui tratta non comunica, vive il suo dramma, la sporcizia della sua vita divorata dai topi. Ma poi, quando manifesta il suo dolore profondo, accenna alla storia di un naufragio, di due figli persi e mangiati dagli squali. Le loro urla ancora nella testa. Le loro urla rimaste nella vita. Ed il lettore si accorge di essere piombato nel sogno e nel dramma di tutti i cubani: di quelli che sono fuggiti, e non possono più tornare a Cuba; di quelli che hanno tentato di fuggire, e sono finiti in galera; di quelli che non sono riusciti a trovare il coraggio di fuggire; di quelli che sono morti fuggendo.

Gutierrez è il più grande nel raccontare una Cuba nella quale si vuole vivere e dalla quale non si può che fuggire.

Chi lo conosce ed ama, trova, in questo libro, qualche tono nuovo, qualche nuova tensione. Come ascoltare una musica nella quale se ne riconosce un’altra, lontana, diversa, eppure presente, intensa. Pagina dopo pagina la musica si sente più precisa. No, non è che ricorra un accordo specifico, e meno che meno che sia stata copiata una melodia. No, è come se un determinato strumento venga utilizzato come solo altrove si è sentito fare.

Pagina dopo pagina un nome si fa strada fra le sensazioni del lettore. Il quale, proprio per questo, rimane stupito, attonito nel trovarlo lì, stampato nero su bianco, quasi alla fine. E’ come se Gutierrez dicesse: stavi pensando a Raymond Carver? Eccotelo qui, ecco che ti dico che adoro le sue poesie ed i suoi racconti, li leggo, li rileggo, me li porto dietro, e qualcosa si tutto questo ha contaminato la mia prosa.

Il risultato di quella contaminazione è davvero notevole. Nulla di Gutierrez è cambiato, tutto è cresciuto. Sedici pezzi, per una sola opera.

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