Il commento di oggi

Sacro e profano

Che la Casa Bianca sia divenuta sede di blasfemia lo sosteniamo da tempo. Che l’inquilino tenda a credersi esso stesso una divinità è un problema suo e dei suoi elettori e governati. Come lo è di quelli che costà si dicono cattolici, a cominciare dal vicepresidente. Dopo le ultime e grottesche trovate, colpiscono però anche le reazioni.

I trumpiani spiazzati e gli oppositori ripiazzati ripetono a gran voce che occorre distinguere il sacro dal profano. Me ne compiaccio, perché anche questo è un segno che le minoranze fanno la storia e che la laicità ha vinto anche dove non la si è capita. Perché la storia d’Italia è essa stessa storia di commistione e rottura fra il trono e l’altare (da Dante a Mazzini).

Il Vaticano era potere temporale contrario all’Unità. Negò ai cattolici di fare politica (ci si ricordi del silenziato don Luigi Sturzo). Hanno vinto il Risorgimento e la netta separazione, talché anche i dimentichi eredi dell’anti-Risorgimento ora danno per scontata quella separazione. Molto bene.

Davide Giacalone, La Ragione 15 aprile 2026

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