Politica

A sud della spesa pubblica

Ragioniamo del meridione, partendo dalla lettura superficiale che si è fatta dei risultati elettorali. Il nord, si è detto, abbandona la sinistra, mentre al sud le cose vanno diversamente. L’Italia che produce ricchezza, si lascia intendere, s’è stufata di pagare le tasse più alte d’Europa,

mentre quella che campa con la spesa pubblica s’attacca vorace a quel che resta del mammellone. Prima di tutto, è sbagliata la premessa: in Sardegna (dove regna Soru) la sinistra ha preso una severa mazzolata, in Sicilia ha perso la partita politica, in Calabria … e così via. Il dato diverso di qualche comune non cambia il verso delle cose. Al nord il crollo è stato più rovinoso, ma al sud non splende affatto un sole sinistro.
Errata la premessa, veniamo all’analisi. C’è del vero: al sud è più diffusa l’economia assistita, e sebbene i trasferimenti dello Stato, pro capite, sono inferiori ad alcune regioni del nord, comunque il peso dell’economia libera è inferiore. E questo è un grande male. Si crede e si è fatto credere ai meridionali che quell’assistenza sia un bene cui non si può rinunciare. Invece è un male del quale ci si deve liberare. Il circuito di alta tassazione, alta spesa pubblica, alta burocrazia brucia ricchezza e fa affondare nella spazzatura. Lo Stato che trasferisce soldi ma è incapace di svolgere il proprio dovere primario, ovvero garantire la libertà del cittadino e la sicurezza pubblica, aggrava i problemi. L’allargarsi dell’economia pubblica genera sprechi ed inefficienze, preferendo la difesa dei miopi privilegi del presente all’investimento sul futuro. E, allora, capovolgiamo la favola: il sud è la parte d’Italia che più ha da guadagnare da una rivoluzione liberale e da una liberazione dell’economia. Più libertà per un futuro migliore: zone di detassazione (come ne esistono in Europa) per chi investe in ricerca e tecnologia; scuole ed università libere e non parentifici trinariciuti; lavoratori liberi di guadagnare senza dover sottostare a regole concepite per realtà diverse.
C’è un potenziale esplosivo, se solo lo si libera dalla coazione a ripetere una politica che, forse, aveva un senso negli anni sessanta. Mandare a casa la sinistra bassoliniana sarà un piacere, la vera goduria sarà archiviare per sempre la mentalità clientelare. Al sud conviene.

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