Politica

BiDisfacimento

BiDisfacimento

Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, leghista, afferma in Parlamento che l’Italia spenderà di più per la difesa e che a tal fine utilizzerà il fondo europeo Safe, giacché conveniente. L’intenzione e la convenienza, del resto, erano già presenti sia nelle analisi del suo dicastero che di quello della Difesa. Contro tale tesi insorge una parte della Lega e un gruppo di parlamentari che furono eletti con la Lega e con Fratelli d’Italia e ora sono confluiti nelle fila di Futuro Nazionale, che fa capo a Vannacci. Non si tratta di una disputa contabile, ma di una spaccatura sul fondamentale tema della politica estera, con i sensibili alle sirene di Mosca che ostacolano le scelte del governo. Della cui maggioranza fanno parte o nella quale furono eletti.

Ghiotta occasione per l’opposizione, che potrebbe portare il proprio consenso alla scelta europeista e atlantista, così facendo esplodere le contraddizioni della destra. Invece esplodono quelle della sinistra, perché quella divisione, quella presenza putiniana, si riproduce tale e quale nell’odierna opposizione. L’idea di metterla ai voti stradaioli e multipartito è insensata, perché il metodo democratico accerta quale opinione è maggioritaria, non quale posizione debba essere assunta da chi non la condivide. Quello è trasformismo che -come a destra si dimostra- da una parte serve per affrancarsi dalle cretinate dette, dall’altra espone al ricatto di chi a quelle rimane legato.

È appena il caso di ricordare che la scelta di sostenere, anche con le armi, l’Ucraina fu fatta dal governo Draghi. Di cui facevano parte sia la Lega, oggi al governo, che il Pd e il M5S, oggi all’opposizione. Scelta che Meloni condivise già allora, quando era all’opposizione.

Quindi si evidenzia una simmetrica incoerenza e una simmetrica spaccatura. Dopo di che pretendono che qualcuno voti la destra per fermare questa sinistra, oppure voti la sinistra per fermare questa destra. Posto che si fermano già da sé soli, è comprensibile che davanti a questa corsa al mero potere, per rivelarsi subito impotenti, spinga un numero crescente di italiani a non andare a votare. Comprensibile ma nefando, perché questo BiDisfacimento, anche morale, nuoce agli interessi di tutti e di ciascuno. Va superato, non snobbato.

Davide Giacalone, 6 agosto 2026

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