Politica

Condominio Europa

L’Ue sarà il condominio dei normalissimi e continui scontri d’interesse anche se si è abituati a vivere di scontri ideologici, con pretese epocali.

Il gas arriva in tutto il condominio europeo e oggi il notevole rialzo del suo prezzo è un problema comune. La Commissione europea ha proposto acquisto e stoccaggio comune, come anche aiuti ai meno abbienti, alle aziende che il caro-gas mette in crisi e ribasso dell’Iva (ricordiamoci che da quell’imposta deriva un finanziamento al bilancio europeo, che assorbe appena l’1% del prodotto interno lordo dell’Unione, un’inezia rispetto a quanto costano i singoli Stati). Quelle indicazioni hanno suscitato reazioni avverse di taluni Stati, nel mentre altri mettono in dubbio i cardini del diritto comune. Assistiamo a un indebolimento dei vincoli condominiali? Sta accadendo l’esatto opposto. E sarebbe bene le opinioni pubbliche ne fossero informate e consapevoli.

Si dà un gran risalto alla lettera di tredici Paesi Ue che chiedono muri contro l’immigrazione, ma, posto che nessuno ha mai pensato di lasciare aperte le frontiere, sarà bene ricordare che fra quei Paesi ve ne sono che rifiutarono solidarietà all’Italia e redistribuzione degli sbarcati. Eppure qualche cosa si fece, su base volontaria e proposta della Commissione. Gli stessi che l’accettarono sono fra quanti ora possono costruire quel che manca: la politica comune dell’immigrazione.

C’è chi si oppone ad acquisti e stoccaggi comuni del gas (sul vaccino non si opposero, forse perché il virus non ha mercato), ma quella strada sarà presa da altri. Gli aiuti statali e il via libera della Commissione mostrano una apparente contraddizione: fino a ieri mattina si doveva tassare quel che genera CO2 e ora lo si finanzia? È così, ma perché oltre agli obiettivi esistono i tempi: nell’immediato non puoi far scemare la dipendenza dai fossili, ma crei una politica e finanziamento comuni per andare verso energia pulita. Quella politica energetica comune, però genera un altro vincolo d’appartenenza: nessuno sarebbe in grado di perseguirla da solo, né di resistere solitariamente con le vecchie fonti.

La Corte costituzionale polacca può sentenziare quel che crede, ma l’Ue non è affatto solo moneta e mercato: è comunità di diritto e politica. Entrando se ne accettano sovranamente i vincoli. Se ti vuoi svincolare non c’è problema, salvo che rinunci, nel caso della Polonia, ai quasi 24 miliardi a fondo perduto. Ricatto? Perché, sarebbe sensato regalare i soldi dei propri contribuenti a chi prova a minacciarne gli interessi? La crisi polacca rientrerà, nel frattempo è stata l’occasione per ricordare che il vincolo del diritto è ineludibile.

I fondi Recovery sono appena partiti. Non solo fluiranno per cinque anni, ma generano, per essere finanziati, debito comune. E anche quello è un vincolo forte, che va ad unirsi al vincolo monetario, per i Paesi dell’Euroarea. E nel mentre questo accade, consapevoli della propria gigantesca potenza economica, del consolidarsi di vincoli materiali che non son certo solo sentimentali (pur importanti), gli europei si sono posti il problema militare: ciascuno di noi da solo è troppo debole; l’ombrello Nato è stato trascinato altrove dal vento; quel che spendiamo potrebbe generare più forza, se lo facessimo in modo coordinato. Sarà cimento arduo, ma lo si affronterà. Qualcuno si chiamerà fuori? Si andrà avanti con gli altri. E anche questo stringe sempre di più i vincoli.

Il condominio è sempre più solido, altro che. Anche in casa di qualche condomino, dove abitano congiunti riottosi (come in Italia) oggi se ne stanno al governo con i più accesi sostenitori del condominio (come in Italia). Eppure non parliamo d’altro che di crisi ed exit di qualcuno. Che dopo avere visto Brexit se ne guarda bene. Capita perché si è abituati a vivere di scontri ideologici, con pretese epocali, invece l’Ue sarà il condominio dei normalissimi e continui scontri d’interesse. Talora anche di carattere o d’impuntatura. Evviva. Bellissimo. Nulla è peggiore di quel che crede d’essere perfetto.

Davide Giacalone

Pubblicato da La Ragione, 13 ottobre 2021

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