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Confinario

giacalone editoriale la ragione 17 dicembre
Il problema insuperabile è di ordine confinario, fisico e ideale. Soltanto i travolti dalla propaganda russa e dal finto pacifismo di chi tifa per i guerrafondai possono supporre di credere che l’aggressione di Putin all’Ucraina cesserà cedendogli qualche pezzo di terra. Compresi quelli che i russi non sono riusciti a conquistare, perdendo la guerra d’invasione che hanno scatenato. Nel mondo reale quelle amputazioni non solo non garantirebbero la rinuncia a ulteriori aggressioni, ma ne sarebbero la preventiva giustificazione. Ed è imbarazzante che in Italia lo dica il Presidente della Repubblica e che non gli giungano immediatamente appoggio e solidarietà né da chi governa né da chi pretende di guidare l’opposizione.
Il punto è quello: si può concludere una guerra premiando anziché sanzionando chi ha violato il principio della sovranità statale altrui? La risposta è: No. Non è un principio negoziabile, proprio per gli effetti devastanti che avrebbe il metterlo in discussione. Ciò non significa che non vi siano spazi di negoziato e infatti l’incontro di Berlino è un significativo passo in avanti. Non perché – come dicono dal lato statunitense, con un entusiasmo che sembra voler coprire i loro fallimenti – si siano risolti quasi tutti i problemi. Non è così, ma li si sono inquadrati correttamente. La conseguenza di quel vertice è che Putin non soltanto non vince la guerra ma neanche può vincere la pace. E noi europei saremo i protagonisti positivi, assieme al coraggio del popolo ucraino, di questa pagina.
Putin ha iniziato la guerra dicendo che non voleva la Nato ai suoi confini. Documentammo quanto fosse falso, posto che siglò accordi d’amicizia con la Nato dopo l’ingresso in quella della Polonia. Il disegno di Putin ha a che vedere con il ripristino del dominio prima zarista e poi sovietico, il resto è propaganda. La guerra si chiuderebbe comunque con una forza d’interposizione europea ai confini russi, appoggiata dagli americani. Vale a dire che Putin avrebbe iniziato la guerra per allontanare la Nato e la chiuderebbe con molta più Nato e molto più vicina.
Ma non basta. Prima del febbraio 2022 la Russia aveva al confine Ovest europei alacri nel coltivare gli affari, ghiotti di gas e poco interessati alle questioni di principio. Da cui l’imbarazzante arrendevolezza all’invasione della Crimea (2014). La guerra si chiuderebbe adesso con gli europei che non comprano più gas, che tornerebbero a fare affari ma soltanto dopo essersi armati fino ai denti e con Francia e Regno Unito che estendono la copertura nucleare difensiva ai Paesi confinanti con la Russia. Il tutto avendo i russi venduto l’anima (e non solo quella) alla Cina.
Putin ha lanciato la Russia in un incubo, destinato a durare oltre la sua non apprezzabile vita. Per tirarsi fuori dalla condizione in cui s’è ficcato ha una sola possibilità, rivelatasi vincente negli Stati Uniti: scassare le democrazie occidentali. Per questo invitiamo ancora una volta a leggere il “non paper” del nostro Ministero della Difesa, che documenta la guerra ibrida già in corso e che noi subiamo senza neanche volere ammettere che esista.
Il vertice di Berlino è stato importante proprio nel dimostrare che gli europei sono consapevoli della situazione in cui si trovano e sono decisi a reagire senza indietreggiare. Ma non basta, occorre che se ne parli ai cittadini elettori. La posta in gioco non può essere mascherata. Le nostre sono democrazie ed è vitale che il consenso sia informato. Il che rende drammatico che si sia lasciato il Colle a parlare da solo. Ed è paradossale che un’evidente difficoltà del governo Meloni (Zacharova oramai fraternizza apertamente con Salvini) non trovi chi guida l’opposizione a condividere – se necessario sostenendolo (e così spaccandolo) – le scelte europeiste.
Molti giovani europei si mostrano consapevoli del valore della realtà che abitano e delle libertà che i singoli Paesi non possono offrire. Speriamo sentano il gioioso dovere di tradurre in politica quella consapevolezza.
Davide Giacalone, La Ragione 17 dicembre 2025
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