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InStabili

InStabili

I governi francesi sono divenuti assai instabili, nonostante abbiano il semipresidenzialismo e un sistema elettorale capace di tagliare fuori gli estremismi. Era già successo in Inghilterra, nonostante abbiano un premierato esempio di chiarezza e stabilità. La Germania è da tempo costretta a governi di coalizione che comprendono quelle che un tempo erano le forze alternative, il che produce lentezza governativa nonostante abbiano un potere esecutivo istituzionalmente forte. Tutto questo non accade per caso e deriva da una comune condizione politica che si traduce nei diversi sistemi e storie nazionali.

L’Italia sembra essere in controtendenza e godere di stabilità. Ce ne stupiamo al punto da osservare sbalorditi come dopo tre anni il partito guida del governo, Fratelli d’Italia, ancora mantenga e talora accresca i consensi. Dimentichiamo che è stato così dal 1948 al 1992. Da quando – dal 1994 e con il falso bipolarismo – si è invece voluto rendere stabili i governi, nessuno che abbia governato ha più vinto le elezioni immediatamente successive. Ma quel che accade ha una natura più profonda.

C’è molto che unisce queste democrazie e c’è una via per uscire dai vicoli bui in cui ci si è ficcati. Lo si capisce meglio se anziché guardare alle difficoltà o (come nel nostro caso) alle rendite di chi governa si guarda a chi gli si oppone. In Francia sono stati distrutti i partiti che rappresentavano l’alternativa e talora la coabitazione al governo: gollisti e socialisti. Macron ha trionfato, ma poi s’è trovato senza partito e con oppositori estremisti che si presentano come sovvertitori del sistema. In Inghilterra i conservatori hanno a lungo dominato, poi si sono dilaniati; i laburisti hanno vinto e oggi l’opposizione è in mano non ai conservatori (ridotti, nei sondaggi, a terzo partito), ma a chi vuole soppiantarli con gli estremismi. In Germania l’opposizione la fanno quelli che vorrebbero sbaraccare tutto ciò che è stato realizzato, a cominciare dalla collocazione atlantica e dalla scelta europeista. In Italia i sovvertitori del Movimento 5 Stelle non hanno sovvertito niente, sono costati un occhio e ora sono riusciti a subordinare il Partito democratico, che era a vocazione istituzionale e moderata e si ritrova a pratica movimentista ed estremista.

Impossibile che tante malattie comuni attecchiscano in lingue diverse senza una comune causa. Che esiste: le nostre erano società ricche in cui correvano aspettative crescenti, ovvero l’ambizione (sana) a essere ancora più ricchi; sono rimaste società ricche, ma corrono pretese (insane) alimentate da promesse crescenti, come se essere più ricchi fosse un diritto. Se nelle società crescenti anche i conservatori promettevano un futuro radioso, nelle società stagnanti anche i rivoluzionari promettono il ritorno al passato. Tutti (o quasi) coltivano il consenso assicurando che sia un diritto quel che è irreale. Si prenda la Francia: un governo lo fanno subito, se solo buttano via la riforma delle pensioni; ma senza quella riforma non governano i conti, perché non è un diritto essere mantenuti da altri, specie quando i mantenuti diventano più numerosi dei mantenenti ed è come portarsi un elefante sulla capoccia. Chi governa non onora le promesse e chi si oppone promette il doppio. E l’elefante oscilla instabile.

Questa società di vittimisti, permalosi e rivendicatori non è governabile. Tanto più che, estremizzando le offerte politiche, i ragionevoli si dedicano ad altro e manco votano. Sarà bene aprire gli occhi, parlare il linguaggio della realtà (non quello degli imbonitori) e chiarire che la sola via d’uscita consiste nel valorizzare gli interessi comuni, senza concentrarsi su quelli in conflitto. Abbiamo bisogno di un europeismo assai più spinto e veloce, ma anche assai meno retorico.

E l’Italia, perché appare stabile? Perché noi abbiamo un difetto genetico che si traduce in un vantaggio: il trasformismo. Chi le spara grosse poi evita di provare a realizzarle dopo avere vinto, giusto per non spararsi sui piedi.

Davide Giacalone, La Ragione 9 ottobre 2025

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