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iacalone editoriale la ragione 6 gennaio

Non esiste una separazione fra il mondo del diritto internazionale e quello della forza. Convivono in un equilibrio sempre precario e cangiante. Per questa ragione molti commenti per l’azione militare americana in Venezuela peccano d’ingenuità. Mentre l’immediatamente successiva rivendicazione della Groenlandia, da parte statunitense, certifica la volontà che la forza prenda un irragionevole vantaggio sul diritto. Non serve deprecare questo approccio: serve avvertire che in quel modo il mondo diventa molto più pericoloso. Anche per chi sceglie la forza al posto del diritto.

La lunga stagione del diritto crescente, iniziata con la fine del secondo conflitto mondiale, non fece sparire né la forza né le guerre ma ha spinto le grandi potenze a non voler essere Stati canaglia. Il crollo sovietico è stato un grande successo di quell’approccio, un incruento trionfo occidentale. Come poi lo fu la stagione della globalizzazione, nel corso della quale la ricchezza mondiale è lievitata. Non di meno quando l’Iraq invase il Kuwait non gli si fece causa, gli si fece (giustamente) guerra. Se non si teme l’intervento della forza si calpesta il diritto. Tutto questo è stato compromesso con l’invasione russa dell’Ucraina. Il ritorno di Trump alla Casa Bianca ha spostato bruscamente gli Usa verso quell’approccio. Ma quando si predilige la forza poi si deve essere capaci di esercitarla fino in fondo.

Putin scelse la forza, salvo dimostrare di non averla. Si è impantanato e oggi deve mettere il crollo della Siria, l’intervento in Venezuela e il prossimo crollo dell’Iran nel conto dell’essersi dimostrato impotente nella difesa degli alleati. Il che sposta il pendolo sulla Cina, che non solo è più forte economicamente e s’appresta a esserlo militarmente, non solo proclama apertamente (come Trump) di volere annettere Stati sovrani, ma già s’appropria di fette importanti di Russia. La sparizione dei visti per i cinesi che entrano in Russia non è un dettaglio turistico, ma un antipasto d’egemonia.

Trump si trova al comando della forza armata più potente del mondo, ma anche per aggredire un losco figuro come Maduro è tenuto ad accordi con il mondo chavista (e porzioni rilevanti di quell’esercito). Allargare questo approccio all’intero cortile di casa (l’America Latina) non è soltanto l’opposto della dottrina Maga: è anche l’apertura di fronti che potrà pur conquistare, ma sarà più difficile e costoso mantenere.

Taluno osserva che l’Unione Europea appare impotente, ma non coglie il punto: noi europei abbiamo scelto di non essere una potenza imperiale e abbiamo tratto enorme profitto dalla stagione del diritto. Ora che si vede crescere il ruolo della forza non possiamo pensare d’essere a livello globale quel che già siamo nei commerci. Sul Venezuela possiamo fare un comunicato stampa, mentre l’immediata scelta del governo italiano di blandire la Casa Bianca – compensando con una telefona a María Corina Machado – ha dovuto prendere atto, quando la cornetta era ancora calda, che per Trump la Machado è un impiccio da emarginare. O si gioca a briscola o a scopa: le regole sono diverse.

La nostra partita, sul versante della forza, si gioca al confine Est, in Ucraina. Oggi a Parigi si vedono i Volenterosi ed è quella la difesa europea che ha già preso forma. Nella consapevolezza che recedere significa scomparire e su questo ricomponendo la masochistica frattura con il Regno Unito. Quello è il discrimine, anche se le forze politiche italiane fingono di non capirlo, attardate nel delirio del bipolarismo in cui ciascuno dei poli tiene dentro una cosa e il suo contrario.

Per lungo tempo s’è usata la forza per piegare la storia al diritto, ora s’usa molta forza per piegare il diritto. Non è la fine del diritto internazionale, ma la fine dell’invocarlo a vanvera. Non basterà predare territori per sentirsi sicuri, giacché senza il dare forma di diritto tutto sarà soltanto più pericoloso e meno capace di creare ricchezza. Il che vale per tutti, anche per chi si crede solo predatore.

Davide Giacalone, La Ragione 2026

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