Politica

Uscire all’inglese

Illustrazione del Parlamento britannico e di Downing Street con il cambio di leadership politica nel Regno Unito, simbolo del dibattito sul premierato e sul ruolo dei partiti nelle democrazie.

L’ennesimo cambio alla guida del governo inglese consegna elementi che hanno valore per tutte le democrazie. Anche quelle istituzionalmente organizzate in modo diverso (come la nostra).

Il primo punto, che attiene direttamente sia alla riforma costituzionale intitolata al “premierato” (oramai arenata) sia alla proposta di riforma del sistema elettorale, è decisivo: da nessuna parte si elegge direttamente il capo del governo. Né in Europa né altrove. Le Repubblica presidenziale americana è materia a parte, in uno Stato federale.

Taluni dicono: vero, ma nei sistemi di premierato l’elettore sa benissimo chi sarà il capo del governo, in caso di vittoria. Provino a spiegarlo agli inglesi. Che, invece, sanno un’altra cosa: il capo del governo lo fa il leader del partito di maggioranza, sicché lo decide quel partito, non gli elettori. Prego osservare la scena e ricordare la scorsa legislatura, quando cambiavano in continuazione. Replicano: perché quel sistema è entrato in crisi. No, è sempre stato così. Saggiamente. Ogni rigidità eccessiva mette a rischio le istituzioni, quindi è consustanziale al premierato il peso del partito. Non è una crisi è una scelta di sistema. Saggia.

Il secondo punto è che il programma di Burnham è diverso da quello di Starmer e, in quanto programma di governo, gli elettori non lo hanno mai votato. Se non altro perché manco lo conoscevano. Quindi il mandato è a una maggioranza, a un partito, mai a una persona.

Terzo punto: Starmer è stato bravo, ma è risultato insipido. In questa stagione della storia non si cercano buoni governanti, ma capipopolo. Sperando che le due cose coincidano, ma restando poco saggia la tendenza. Provate ad applicare lo stesso criterio con il dentista.

Quarto e ultimo punto: Starmer fu indebolito da un accenno di guerra civile, da durissimi scontri nelle piazze, innescati da falsi messi in circolazione da Musk. E direi che, anche in lingua italiana, la cosa è da tenere a mente.

Davide Giacalone, 21 luglio 2026

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