Politica

Vale la pena restare in Afghanistan?

Si pone un problema, molto serio, di politica estera. L’Italia sta deragliando, corriamo un pericolo enorme, al punto da dovere ripensare la nostra presenza in Afghanistan. Per liberare Mastrogiacomo si è trattato, come il governo di centro destra fece per altri quattro ostaggi (due sono stati uccisi e tre liberati dai militari statunitensi).

Tale condotta già non agevola i rapporti con i nostri alleati, che non trattano. Adesso, però, ci si è comportati come se esistessero due italie: una presente con i militari e l’ambasciatore che difende e ringrazia il governo di Karzai, l’altra che è ostile alla presenza militare, alla Nato, al mandato dell’Onu, al governo Karzai, che accusa tutti questi di avere rallentato la liberazione di Mastrogiacomo, di cui da sola si annette il merito. Così stanti le cose, meglio ritirare le truppe, ed alla svelta.
L’Italia che si felicita per la liberazione di Mastrogiacomo, i cui vertici istituzionali sorridono, senza riguardo per l’Agha sgozzato, senza ritegno per aver liberato dei macellai, senza vergogna per avere trattato con il nemico, sbavando appresso a quanti ci conquisteranno il disprezzo sia degli alleati che degli afgani, è il ritratto dello sbandamento. Quando si dovette andare a far la guerra in Kossovo fu necessario licenziare Prodi e mettere al suo posto, con i voti di Cossiga, D’Alema. Ora i due sono, assieme, i sostenitori di una politica estera dissennata: cedevole con i talebani, vile con gli iraniani, ostile agli israeliani. Altro che la Menapace ed il suo Tocai, altro che le buffonate terzomondiste e multicolori, il vero pericolo è questa politica estera. Ed è davvero significativo che l’imminente regolamento dei conti a sinistra non spinga verso l’aperta adesione ai valori dell’occidente libero e democratico, ma in direzione opposta. Qui è la pochezza morale della sinistra nata comunista.
Perché, da oggi, un solo soldato italiano dovrebbe rischiare la vita in Afghanistan, posto che ci sdilinquiamo ai piedi di un criminale come Dadullah? Gli errori politici del governo hanno messo quei soldati in una condizione di pericolo e costosa inutilità, condendo il tutto con offese al governo afgano che dovrebbero difendere. La cosa migliore sarebbe mandare a casa il governo, in alternativa tornino a casa quei ragazzi.

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