Due segnali passati sotto silenzio. Il contratto della scuola viene rinnovato in tempo, ma senza premiare chi insegna meglio: conta l’anzianità, non il merito. Nel frattempo, tra bonus alle imprese e promesse confuse, si allarga il deficit. E nessuno sembra farsene un problema.
Il punto è questo: se ognuno guarda solo al proprio tornaconto, gli equilibri saltano. Prima economici, poi morali.