Il Board di Trump e l’errore italiano

Non è illegittimo. Ma è un errore politico. L’Italia partecipa come osservatore al cosiddetto “Board of Peace” voluto da Donald Trump. Nessuna violazione costituzionale. Nessun colpo di mano. Eppure la scelta pesa.

Perché non è un’organizzazione internazionale, ma un’iniziativa privata intestata al suo promotore. Perché tra gli aderenti ci sono Paesi con cui i rapporti si tengono, ma senza farsi fotografare in compagnia. Perché il cessate il fuoco a Gaza è fragile, il disarmo di Hamas non c’è stato e la ricostruzione rischia di essere una vetrina politica.

 

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