Il verdetto è chiaro: in questa legislatura non si farà più nulla. Né riforme costituzionali, né istituzionali, né sulla giustizia.
È il risultato di un meccanismo che si ripete: si vota contro, più che sul merito.
E allora la domanda diventa un’altra: continuare così o cambiare metodo?
L’idea è semplice (ma radicale): un’assemblea costituente, fuori dalla logica dei poli, per rimettere mano davvero alle regole.
Altrimenti, nel 2036 saremo ancora qui. A rifare gli stessi errori.